Editoriali, Travel, Wellness

Editoriale – Gennaio 2023

L’accessibilità all’offerta turistica per viaggiatori con bisogni speciali, un obiettivo strategico dello sviluppo sostenibile

L’accessibilità all’offerta turistica delle persone con disabilità dovrebbe essere un tema ricorrente nelle politiche che affrontano la crescita sociale ed economica dell’Italia, un punto fermo dello sviluppo sostenibile. Agli interventi di natura socio-assistenziale andrebbero sempre più affiancati quelli volti alla valorizzazione dei cittadini, residenti e non, con bisogni speciali su ogni fronte del vivere civile, non da ultimo quello dell’accesso allo svago e al divertimento.

L’ideale sarebbe un approccio sistemico in grado di percorrere due direttrici: da un lato perseguire l’obiettivo di un sostanziale e rapido aggiornamento delle politiche socio-assistenziali colmando le attuali carenze e il gap fra le risorse e i reali bisogni, dall’altro cominciare a valorizzare il settore dei servizi, delle infrastrutture e delle attività rivolte ai cittadini con bisogni speciali che – non abbiamo paura a dirlo! – presenta un proprio potenziale in termini di sviluppo sostenibile, un potenziale culturale, sociale ed economico. Naturalmente sempre tenendo ben saldo il rispetto della persona umana e dei principi etici.

L’inclusione è il valore di fondo di ogni politica che intenda rapportarsi a tutte le categorie della nostra società in modo equanime e paritetico. Le pari opportunità non sono altro che questo e vanno coltivate su tutti i fronti possibili e immaginabili. Che a un disabile in carrozzina sia interdetto l’accesso a una struttura turistica, che sia un lido o un hotel, non è più ammissibile perché questa barriera, questa limitazione – per non dire esclusione – non rappresenta più solo una facility mancante nell’offerta di servizi da parte di una struttura, ma una vera e propria discriminazione sociale, rappresenta l’esclusione di chi normodotato non è più o non lo è mai stato.

Anche l’industria turistica, quella del divertimento e dell’intrattenimento dovrebbero essere accessibili a tutti in maniera “diffusa” secondo criteri di sostenibilità sociale esattamente come indicato negli obiettivi dell’Agenda 2030. Perché vi sia vera parità non possiamo negare alle persone con bisogni speciali – cittadini o turisti italiani e stranieri – l’accesso allo svago e al divertimento. È ben noto che una città che funziona bene per i propri cittadini è una città che ha molte più possibilità di attrarre turismo. Per questo il tema dell’accessibilità all’offerta turistica delle persone con disabilità dovrebbe diventare sempre più sistemico anche nel privato, come è normale trovare la rampa di accesso a una scuola o a un ufficio pubblico.

Puntare sui bisogni speciali dei turisti a livello culturale, infrastrutturale e di servizi significa fare un passo in avanti nel senso della civiltà di una nazione come l’Italia e poter altresì contare su un altro settore produttivo passando dal concetto di spesa a quello di investimento.

L’aggiornamento delle strutture ricettive deputate all’accoglienza e la loro certificazione accanto agli impianti termali, agli stabilimenti e agli impianti sportivi è dunque un nodo sostanziale. Erika Stefani e Massimo Garavaglia rispettivamente ministri della Disabilità e del Turismo del Governo Draghi, lo scorso mese di aprile con un decreto interministeriale avevano disciplinato le modalità di accesso e fruizione al fondo previsto dalla Legge di Bilancio destinato alla realizzazione di interventi per l’accessibilità all’offerta turistica delle persone con disabilità.

Garavaglia, a proposito dello stanziamento – una dotazione di 6 milioni di euro per ciascuno degli anni 2022, 2023 e 2024 che si andava ad affiancare alle risorse del Pnrr in favore della sostenibilità dell’offerta turistica nazionale – aveva dichiarato: “la misura, nel sostenere tutte le strutture imprenditoriali che decidono di investire nell’adeguare le loro strutture in favore dei turisti con bisogni speciali, produrrà un significativo valore aggiunto al sistema turistico nazionale, favorendone diversificazione, capacità di penetrazione e quindi l’opportunità di poter attingere a un bacino potenziale significativamente più ampio. Si tratta quindi di un provvedimento che favorirà un aumento del prodotto interno lordo sia per gli investimenti che saranno implementati dagli operatori del settore sia per i correlati effetti in termini di aumento del livello di domanda turistica che gli stessi saranno in grado di produrre già nell’immediato”.

E, tornando sul tema in occasione della Giornata internazionale delle persone con disabilità, lo scorso 3 dicembre il ministro del Turismo Daniela Santanchè aveva ribadito l’impegno del ministero per un turismo sempre più accessibile, che superi barriere fisiche, cognitive, sensoriali e culturali. E, riferendosi proprio alle risorse, aveva dichiarato: “Stiamo gestendo il fondo di 18 milioni, distribuiti in tre anni, destinato alla certificazione delle imprese ricettive, termali, balneari e degli impianti sportivi, che potranno essere certificate e riconosciute idonee ad accogliere tutte le persone, e che verranno anche sostenute nella comunicazione di questo loro plus”.

“Proprio in questi giorni – aveva proseguito il Ministro – stiamo concludendo tutte le procedure che consentiranno nelle prossime settimane agli enti certificatori di accedere ai voucher e alle imprese di rivolgersi agli enti di certificazione accreditati presso il Ministero del Turismo”.

“Questa iniziativa – aveva aggiunto Santanché – consentirà al nostro Paese un importante passo in avanti nel panorama internazionale, integrando le tante eccellenze che ci rendono così desiderati, con una qualità in più: quella di essere aperti senza barriere”.

Ora l’invito alle imprese del turismo è quello di cogliere questa e le altre opportunità di riqualificazione sposando in modo sistemico i valori dell’inclusione, delle pari opportunità e del rilancio del turismo sostenibile, l’unico che riesce a creare valore e progresso civile nei territori.

Marina Nicolazzo Ricci, Direttrice responsabile