{"id":410,"date":"2022-12-31T02:18:18","date_gmt":"2022-12-31T02:18:18","guid":{"rendered":"https:\/\/vita-mediterranea.it\/?p=410"},"modified":"2023-01-04T10:22:28","modified_gmt":"2023-01-04T10:22:28","slug":"sette-silenzi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/vita-mediterranea.it\/?p=410","title":{"rendered":"Sette silenzi"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le forme del silenzio nel lessico funambolico di Elettra Santori<\/h2>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"445\" height=\"726\" src=\"https:\/\/vita-mediterranea.it\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/Immagine-2022-12-31-023314.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-413\" srcset=\"https:\/\/vita-mediterranea.it\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/Immagine-2022-12-31-023314.jpg 445w, https:\/\/vita-mediterranea.it\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/Immagine-2022-12-31-023314-184x300.jpg 184w\" sizes=\"auto, (max-width: 445px) 100vw, 445px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sette silenzi \u00e8 il titolo dell\u2019ultimo libro di Elettra Santori, autrice di reportage narrativi, saggi, racconti e articoli di critica sociale oltrech\u00e9 ricercatrice e jihadologa. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Parafrasando un vecchio film diremmo Sette silenzi per sette storie raccontate in una lingua ricercata, un patrimonio espressivo unico, sulle quali vi \u00e8 una particolare impronta che richiama un substrato di eclettismo. Elettra Santori attinge al suo patrimonio culturale multidisciplinare spaziando fra sociologia, etnoantropologia, filosofia, storia, letteratura, musica, cinema, teatro, e aggiunge a tutto questo un sentimento autentico di umanit\u00e0, la cifra riconoscibile che rende unica la sua erudizione tridimensionale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oltrepassando la superficie lucida delle cose per addentrarsi con piglio etico nei meandri della conoscenza all&#8217;inseguimento di fonti certe e verit\u00e0 \u2013 una metafora per tutte \u00e8 la storia di Abu Hamza Bayero nel secondo racconto intitolato <em>Bee Free<\/em> \u2013, arricchisce ogni racconto di pensieri e dialoghi intensi, talvolta apparentemente ordinari da sembrare veri, accanto a noi, ma mai banali e sempre potenti, espressivi, simbolici e rivelatori.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un\u2019impronta decisamente autorale, femminile e maschile insieme, in grado di astrarsi ed empatizzare con il sesso assegnato anagraficamente e non ai suoi personaggi. Esordiamo cos\u00ec perch\u00e9 Elettra Santori entra quasi subito (<em>Be free<\/em>) nella questione di genere smascherando con ironia, ma anche insofferenza, la ridondanza di certi formalismi virtuosistici, pedanti e forse sterili, dei troppi slash \/ e asterischi *, in un mondo in cui l\u2019uomo \/ la donna (!) hanno smarrito la propria identit\u00e0, quella dell\u2019essere umani prima ancora che del non riconoscersi nei generi. E, andando oltre, riesce a ironizzare sui parossismi funambolici di talune provocazioni di genere vuotamente estreme che si rivelano inefficaci e autoemarginanti come le quote rosa o sulla necessit\u00e0 di categorizzare il sesso, l\u2019origine o la stessa causa di un malessere. Elettra Santori va dritta al cuore della questione come si evince nel passaggio del terzo racconto potentemente immaginifico <em>Mc 5<\/em>: \u201c\u00c8rika Baj\u2026 ragazzo o ragazza? E quell\u2019accento sulla E\u2026 forse \u00e8 uno slavo? O una slava? Ma le domande si spengono da s\u00e9 quando attacca con le rapide scale ascendenti di <em>Voiles<\/em> che si srotolano dalle sue dita come veli di tulle dal corpo di una donna, e quando sopraggiunge <em>La fille aux cheveux de lin<\/em>, il pubblico \u00e8 talmente irretito che \u00c8rika ha smesso di essere presumibilmente donna o verosimilmente uomo, ed \u00e8 divenuta semplicemente necessaria\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La curiosit\u00e0 della scrittrice e il suo scandagliare il mondo interiore e le vicende umane dei suoi personaggi stride con la superficialit\u00e0 dell\u2019effimero o con la contraddittoriet\u00e0 di certe posizioni. I grandi temi si infrangono contro la barriera di un\u2019umanit\u00e0 che non riesce neanche pi\u00f9 a interrogarsi su se stessa e sulle questioni primarie che la riguardano. Ma Elettra Santori non invade lo spazio della creazione narrativa facendo calare dall\u2019alto soluzioni come un <em>deus ex machina<\/em>. Si limita a far affiorare le fondamenta di una riflessione filtrata dalla bellezza della sua scrittura sempre lanciata in aria con maestria per volare alto a descrivere traiettorie mirabolanti. Evoca il retropensiero di alcuni silenzi attuati per scelta, altri per sfida, modi di tacere per strategia, per orgoglio, per disprezzo verso gli altri da cui trapelano motivazioni miste a verit\u00e0, perch\u00e9 l\u2019intento \u00e8 tacere, non necessariamente nascondere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La scrittrice non si sforza di rispettare questi silenzi perch\u00e9 la discrezione scorre naturale dalle sue vene per arrivare alla narrazione. Un paradosso. E si muove con fisica leggiadria e brividi sottopelle nel braccio di ferro fra la vita e la morte, trasferendo nei suoi personaggi tratti autobiografici insieme a sentimenti vibranti, talvolta sommessi, talvolta brucianti e annientanti. Stupore, dolore, impotenza, dignit\u00e0, orgoglio, ilarit\u00e0, ironia, disperazione, nevrosi, sono pennellate delicate perch\u00e9 Elettra Santori con pudore e delicatezza lascia che siano i protagonisti dei suoi racconti a vivere la propria vita. Lei suggerisce stati d\u2019animo, comportamenti, sentimenti a uomini e donne che potrebbero affrancarsi dalla sua fantasia, ma che scelgono di aprire le loro anime a silenzi sfuggenti o salvifici al cospetto della propria coscienza o degli altri, talvolta sordi e ingannevoli, talvolta eloquenti ed evocativi. E si scopre che anche il luogo del silenzio ha una soglia che si pu\u00f2 attraversare, ma che la scrittrice non si sogna minimamente di profanare per rispetto delle sue creature lasciando parlare persino il non detto. Lei che ama il lessico alla follia. I luoghi del silenzio sono nascondigli per segreti da mantenere, anfratti da cui partono vibrazioni e messaggi in codice. La loro genitrice si ostina fermamente a oscurarli e richiama il lettore alla sobriet\u00e0 pur invitandolo a percorrere tante via di fuga quante sono le opzioni creative per poi ricondurlo alla trama e alla stessa finzione, essenza, cuore dei sette silenzi. E la chiusura di ogni racconto \u00e8 un colpo d\u2019ala di alta narrativa, immaginifico e letterario. Uno per tutti da <em>Be free<\/em>: \u201cSi gira e si avvia verso l\u2019uscita, mentre un altro stormo di rondini fende il cielo sopra il chiostro. Il loro stridore, coperto dal vociare dei presenti, arriva a terra sommesso come un gemito\u201d.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"1006\" src=\"https:\/\/vita-mediterranea.it\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/WhatsApp-Image-2022-12-31-at-03.09.32-1024x1006.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-417\" srcset=\"https:\/\/vita-mediterranea.it\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/WhatsApp-Image-2022-12-31-at-03.09.32-1024x1006.jpeg 1024w, https:\/\/vita-mediterranea.it\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/WhatsApp-Image-2022-12-31-at-03.09.32-300x295.jpeg 300w, https:\/\/vita-mediterranea.it\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/WhatsApp-Image-2022-12-31-at-03.09.32-768x755.jpeg 768w, https:\/\/vita-mediterranea.it\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/WhatsApp-Image-2022-12-31-at-03.09.32-1536x1509.jpeg 1536w, https:\/\/vita-mediterranea.it\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/WhatsApp-Image-2022-12-31-at-03.09.32.jpeg 1600w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il soffio vitale di Elettra, donato per lo pi\u00f9 al personaggio di Giulia, ma che perturba tutte le pagine del libro, si riconosce dietro le quinte del palcoscenico dei suoi racconti insufflando nei personaggi storie di un vissuto reale alle prese con un dolore sobrio e non sempre ammaestrato, vena robusta ma sottile che scorre nelle vite quasi fisiche dei protagonisti e dei loro interlocutori tratteggiati con vigore cinematografico. Il suo respiro si blocca quando nel suo primo silenzio\/racconto Shod\u014d, Livia, malata terminale, non risponde pi\u00f9 su whatsapp (unico caso in narrativa documentato di un racconto scritto utilizzando whatsapp); del suo respiro si ha un\u2019eco nelle \u201cparole trasparenti\u201d di \u00c8nrika (in <em>Mc 5<\/em>) &#8211; pianista per convinzione o per forza? non importa saperlo &#8211; quando \u201cle sue labbra disegnano una frase senza suono\u201d, un \u201cdisciplinato mutismo&#8221; il suo, in risposta a un trauma: \u201cLei invece \u00e8 totalmente in controllo, non rischia di dilapidarsi, di spossessarsi di s\u00e9 in parole inutili. La parola \u00e8 ci\u00f2 che sfugge. \u00c8 flusso, \u00e8 ferita, emorragia\u201d; il suo respiro \u00e8 ansimante quando la scrittura di Livia nel quarto racconto \u201cPagina bianca\u201d diventa muta: &#8220;\u00abPerch\u00e9 scrivo?\u00bb \u00e8 una domanda che porta dritta al silenzio\u201d e ancora \u201cVorrei spiegarti il&nbsp; mio timore, e cio\u00e8 che la letteratura si sia bruciata, consumata, estinta, e che questo non sia pi\u00f9 il tempo per noi scrittori: se cerchiamo di essere sperimentali rischiamo di diventare ingegneri, se ci preoccupiamo solo di raccontare storie diventiamo facili, se inseguiamo lo stile finiamo per impregnare la pagina di ego. La scrittura non ci viene pi\u00f9 naturale, e se ci viene naturale \u00e8 brutto segno: vuol dire che non ne rester\u00e0 traccia\u201d; il suo respiro diventa affannoso nel Monologo teatrale <em>Non pensarci<\/em> di Livia Marsan quando la protagonista del quinto racconto combatte contro pensieri con lo \u201csguardo da meduse\u201d; il suo respiro \u00e8 irregolare quando sottende il sesto racconto, <em>Sbattono le porte,<\/em> in cui le vicende e l\u2019incomunicabilit\u00e0 della famiglia di origine di Giulia diventano un ricordo con cui fare i conti anche anni dopo; il suo respiro \u00e8 un singhiozzo sommesso quando nel settimo racconto, <em>San Giuseppe dei sette silenzi<\/em>, a Giulia \u201cesplodono le lacrime come una bomba d\u2019acqua\u201d prima che le parole possano uscire \u201ccome un filo di lana grossa e ruvida che le graffia la gola\u201d &nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le storie si dipanano nell\u2019arco temporale di un quarantennio e, come in un metaromanzo, sono sottilmente interconnesse da fili invisibili, silenzi diversi, salvifici, di cui si vestono i personaggi per sopravvivere al dolore di un disallineamento esistenziale o sociale o semplicemente a quello causato dell\u2019impossibilit\u00e0 di comunicare e forse anche di amare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Elettra Santori si svela nella cifra costante della sua ironia, un filtro espressivo a volte divertito, a volte perplesso, a volte critico, a volte sarcastico, posto davanti alle storie per agevolare il flusso libero del pensiero e la riflessione sui mostri che minacciano di accerchiare la psiche con un cervello plastico e materico che cerca strenuamente di opporvisi. Ma nell\u2019altalena del tormento, all\u2019apice del volo c\u2019\u00e8 la vita con le sue passioni intense, i suoi colori, la descrizione di ogni suo dettaglio inimitabile, lo sguardo appassionato sul mondo e sui suoi abitanti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Sette silenzi<\/em> \u00e8 un libro di racconti gradevolissimo, struggente e appassionante, da leggere con curiosit\u00e0 non solo intellettuale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Edito il 12 dicembre da Rubbettino, si pu\u00f2 acquistare in libreria.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right wp-block-paragraph\"><strong>Marina Nicolazzo Ricci<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"519\" height=\"582\" data-id=\"412\" src=\"https:\/\/vita-mediterranea.it\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/Immagine-2022-12-31-023120-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-412\" srcset=\"https:\/\/vita-mediterranea.it\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/Immagine-2022-12-31-023120-1.jpg 519w, https:\/\/vita-mediterranea.it\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/Immagine-2022-12-31-023120-1-268x300.jpg 268w\" sizes=\"auto, (max-width: 519px) 100vw, 519px\" \/><\/figure>\n<\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Elettra Santori<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Autrice, per la rivista MicroMega, di reportage narrativi, saggi, racconti e articoli di critica sociale. Alterna la scrittura narrativa all\u2019attivit\u00e0 di ricercatrice per la Fondazione Icsa sui temi della radicalizzazione islamista dell\u2019estetica e della video-estetica del jihadismo. Ha lavorato nel settore dell\u2019intercultura organizzando interventi formativi per l\u2019integrazione dei minori italiani e stranieri utilizzando la scrittura autobiografica come strumento di self-help. Vincitrice del Premio Minerva per la Ricerca Sociale nel 2005, ha insegnato Sociologia e Analisi della Narrazione in diverse Universit\u00e0 della Capitale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le forme del silenzio nel lessico funambolico di Elettra Santori Sette silenzi \u00e8 il titolo dell\u2019ultimo libro di Elettra Santori, autrice di reportage narrativi, saggi,<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":412,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-410","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-culture"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/vita-mediterranea.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/410","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/vita-mediterranea.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/vita-mediterranea.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/vita-mediterranea.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/vita-mediterranea.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=410"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/vita-mediterranea.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/410\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":452,"href":"https:\/\/vita-mediterranea.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/410\/revisions\/452"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/vita-mediterranea.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/412"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/vita-mediterranea.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=410"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/vita-mediterranea.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=410"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/vita-mediterranea.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=410"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}